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giovedì 5 luglio 2018

Il Nepal e i "sindaci" di Sesto Fiorentino

Santosh Karki, il sindaco Lorenzo Falchi e Marco Banchelli
Portare nel mondo che ho pedalato con la mia bicicletta i valori di pace, rispetto e dialogo da Ambasciatore di Firenze, mi è sempre sembrato già di per sé un simbolo di unione che aumentava lo stesso "valore dei valori". In fondo Firenze è un po' il simbolo della Toscana e tra le più conosciute rappresentanti dell'Italia nel mondo. Ma di certo mai ho scordato la terra e la città dove sono nato: Sesto Fiorentino. E magari proprio ad iniziare dallo stesso Monte Morello, simbolo di Sesto e di un abbraccio ideale che la sua silhouette pare estendere da Firenze fino alle altre città e località della piana e oltre...
Riflettevo su questo anche questa mattina, quando, con l'amico Santosh Karki, stavamo raggiungendo il Palazzo del Comune per essere ricevuti dal Sindaco, Lorenzo Falchi.
Negli ultimi trent'anni ho perso il conto degli amici delle terre dell'Himalaya con cui ho avuto il piacere di condividere gli scambi di saluti e amicizia con i vari sindaci che si sono alternati negli ultimi trent'anni.
I primi rapporti "diretti" sono stati quando primo cittadino era Carlo Melani. Anche se onestamente proprio non ricordo adesso chi possa aver ricevuto nella seconda metà degli anni ottanta. Ricordo assai bene invece la sua presenza e la sua partecipazione a quello che fu il mio primo documentario di diapositive ("Per le antiche strade del futuro") del 1989. Raccontava, soprattutto con immagini e musiche, proprio della mia prima traversata in bicicletta del Nepal, sulla direttrice Tibet/India: dal Ponte dell'Amicizia al confine indiano di Sanauli.
Andrea Barducci e Gianni Gianassi ne hanno invece ricevuti tanti: dai "religiosi" Fr. Pius e George della Missione Cattolica, al ciclista Laksman. Ed ancora Nirmal e Madhavun motociclista in "viaggio premio". Di Mani e Prashant non ne sono neppure sicuro mentre invece di sicuro tra le visite si è inserito un altro ciclista, austriaco, Walter con cui tanti anni fa ebbi il piacere di condividere un po' di chilometri di piste e sentieri dell'Himalaya...
Sara Biagiotti, infine, che ha saputo coinvolgermi ed offrire un'opportunità più unica che rara di "ricevere" un po' tutto il Nepal in occasione del terremoto che lo colpì il 25 aprile 2015. Grazie all'allestimento del Campo Base Solidarietà all'interno della Festa di Primavera. Di Sara ricordo anche un bel collegamento telefonico con Uttam proprio alla vigilia della mia successiva partenza.
Ed a proposito di "collegamenti", come non tornare ad Andrea Barducci e al 31 dicembre 1999, quando "battezzammo" l'anno 2000 con uno straordinario collegamento satellitare proprio tra il Ponte dell'Amicizia e il confine Nepal/Tibet-Cina della mia prima traversata ciclistica e la festa di fine anno/millennio in Piazza del Comune...
Mai come oggi però avevo avuto l'impressione che il mio ruolo di "doppio ambasciatore" potesse intraprendere concretamente altre strade e progetti. Sarebbe veramente straordinario che, per tanti altri amici del Nepal, l'Italia con la Toscana, Firenze e Sesto Fiorentino in particolare, potessero trovare spazio nei loro ricordi e nel loro cuore. Un po' come per gli italiani (e non solo) che ho avuto il grande piacere di guidare tra Kathmandu, Pokhara e tante altre bellezze dell'uomo e della natura, che erano arrivati nel "mio" Nepal e ne erano ripartiti sentendolo anche un po' "loro".
Bello è stato oggi incrociare nei corridoi anche Sandro Volpe, presidente del Comitato Toscano Solidarietà con il Popolo Saharawi. Chissà come sarebbe stato felice di incontrare qualche mio amico di quelle terre lo stesso Elio Marini, protagonista del primo gemellaggio in Italia con la Repubblica esule nel deserto di Tindouf. Ma, quando Sindaco di Sesto Fiorentino era lui, non avevo ancora iniziato la mia grande avventura e la mia "missione" di ciclo-ambasciatore...
NAMASTE'!


lunedì 18 giugno 2018

"ORME di PACE": fotocronaca del passaggio-presentazione dalla Regione Toscana (Eugenio Giani e Marco Banchelli)

Rivediamo qualche scatto di Robert Nerucci da quella fantastica giornata alla vigilia partenza per il viaggio/missione n°35 in NEPAL di Marco Banchelli...

















lunedì 13 novembre 2017

Marco Banchelli e l'abbraccio a Giorgio Bettinelli nel cortile del Kathmandu Guest House

Da un "post" del 18 settembre

KATHMANDU: QUEL MAGICO (E TROPPO BREVE) INCONTRO TRA UNA VESPA ED UNA BICICLETTA...

Nel cortile d'ingresso del mitico KathmanduGuestHouse: "una delle persone che dovevo assolutamente incontrare" come i carissimi
Uttam, Shoan e tanti altri, capitava mi dicessero in quegli anni! Come capitò anche con lo stesso RICKY MARTIN, tanto per ricordarne uno, nei giorni di Natale del 1999... E come capitò nell'estate seguente, nell'Agosto 2000, quando mi presentarono un italiano che era ...appena arrivato in... vespa! Si trattava del grande GIORGIO BETTINELLI: io ancora non sapevo di lui, né della sua storia né della sua esperienza di viaggiatore sulle due ruote, ma ricordo che fu veramente un incontro tanto cordiale quanto troppo breve (purtroppo)...
Lo ricordo oggi perché proprio in questi giorni del 2008, a soli 53 anni, Giorgio concluse il suo viaggio terreno a causa di un'infezione. Era sulle rive del fiume Mekong, dove si era stabilito con la moglie Yapei, ed io appresi quella triste notizia da uno dei soliti articoli straordinari di Giovanni BOGANI per LA NAZIONE. Un pezzo che proprio qualche giorno fa mi è tornato tra le mani e che mi ha ricordato quella luminosa giornata di sole nel cuore del monsone di quell'anno "millenario"...

ps - attraverso i link di questo post o magari su un motore di ricerca, vi invito anche ad andare a conoscere meglio chi è stato Giorgio Bettinelli: da Gigi Proietti e il teatro, ai suoi libri e le sue quattro Vespe esposte nel museo Piaggio di Pontedera. A me sembra proprio una gran bella storia...

venerdì 3 novembre 2017

Dalla macchina fotografica alla TV (le prime esperienze televisive...)

Da un post del 15 settembre

Per un'immagine veramente al limite dello "storico", dalla tribuna del Circolo Tennis FIRENZE. L'anno dovrebbe essere il 1974, insieme a due altre persone che hanno lasciato una bella impronta nella mia vita: UGO SIGNORINI e FRANCO LIGAS. E se Franco stava già diventando un volto e una voce (!!!) nel mondo televisivo della Toscana (Canale 48 - Canale dei bambini) che poi lo avrebbe portato anche al "nazionale" (con Capodistria e Mediaset), Ugo spesso partecipava come quello che adesso si definirebbe "opinionista". 
Lui, grande esperto di sport e di arte, dal cinema di Luchino Visconti alle vetrate sacre e profane che ha realizzato e che sono sparse in mezzo mondo... Io mi trovavo spessissimo al fianco di Franco Ligas come "giovane" collaboratore (e Amico!). E se quella di Dakshinkali con la macchina fotografica era una rara immagine che mi ritraeva da "fotografo" questa è quasi un'immagine unica che ricorda una delle mie prime partecipazioni/collaborazioni nel mondo di TV (e radio!) che negli anni avrebbe poi avuto anche nel mio percorso di vita e di "ciclista" un ruolo non certo irrilevante...
Marco Banchelli

giovedì 27 luglio 2017

Castiglioncello (in attesa di Rosignano...) "sulla strada" per l'Everest! (una nuova "produzione" di CICLISTIperCASO!)

NUOVE SERATE DI VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA FOTO-PROIETATTA DI MARCO BANCHELLI: SI COMINCIA CON LA PINETA DI CASTIGLIONCELLO

Non poteva certo mancare questo passaggio dal mare e gli scogli di casa la “mostra-proiettata” del Ciclista Ambasciatore di Pace della Toscana, Marco Banchelli. Autentica “tappa” obbligata in occasione del XXV° anniversario della sua pedalata verso il tetto del mondo. “Da Monte Morello all’Everest” passando da Castiglioncello e Rosignano, località che da quasi sessant’anni hanno segnato l’avventura e la vita del ciclista fiorentino.

Un particolarissimo allestimento della grande avventura di Marco Banchelli: un viaggio iniziato nel 1985 e che ancora continua, dalle terre e il suo piccolo monte della Toscana fino all’Oriente del Nepal e le infinite montagne del’Himalaya.

Oltre agli scatti verso il “tetto del mondo”, tantissimi sono anche gli altri momenti colti dalle immagini: dalle atmosfere di riti e religioni diverse , alla guerra civile tra governativi e maoisti, dallo splendore di templi e natura fino al terremoto del 2015. Ma soprattutto tanti personaggi e tanti volti di un paese dove l’incontro con l’altro è ancora molto importante. E non mancano neppure scatti di “gruppi”: di bambini in scuole e sentieri come di viaggi in cui Banchelli ne era la guida. L’impressione più straordinaria per il visitatore sarebbe proprio quella di sentirsi a sua volta parte di qualche avventura, magari in qualche gruppo, e di avere scorto tra i tanti altri anche il proprio volto.

Interessanti anche i momenti di qualche domanda e curiosità, dove lo stesso Banchelli racconterà anche un po’ della sua storia sul mare di casa: dalla Pineta di Castiglioncello agli scogli di Rosignano, da alcuni dei grandi dello spettacolo (Alberto Sordi, Domenico Modugno e tanti altri) fino agli amici Turisti/Velisti, Patrizio Roversi e Syusy Blady che, con i suoi Ciclisti “per Caso”, proprio al Porto Cala dei Medici di Caletta hanno avuto l’unico grande momento comune della loro straordinaria esperienza.

“In questa mia mostra ci saranno pure alcune particolari presenze – anticipa Banchelli – tra cui ricordo sempre con grande emozione, Franco Battiato, Alfredo Martini ed il Cardinale Silvano Piovanelli. Anche se per queste prossime sul mio mare non posso che rivolgere il ringraziamento più grande a Dario, Andrea e Rafaele che del Nepal sono già grandi amici! E chissà: magari potrebbero esserci anche altri allestimenti…”

venerdì 5 maggio 2017

Giro d'Italia 1993, il primo incontro con Gino Bartali

"CICLISTI per CASO" al... GIRO d'ITALIA!
(in occasione del GIRO n°100)

Il mio primo incontro con
GINO BARTALI avvenne proprio nella mia prima partecipazione al programma-contenitore L'ITALIA DEL GIRO, su "Italia 1", nell'anno del passaggio dalla RAI a Finivest-Mediaset. Era il maggio del 1993 ed anche se quella fu proprio la prima puntata (da Grosseto), la tappa era in realtà la seconda in quanto quel giro era partito il giorno precedente dall'Isola d'Elba. Ho rivisto poi tan...te volte il grande GINO, tanto da sentirmi anche un po' suo amico (con immensa soddisfazione di mio padre!) come anche l'inimitabile conduttore Cesare Cadeo e, al nostro fianco in questo breve video, un altro inimitabile: lo storico direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò...
Mi sembra bello 
proporre quest'immagine proprio in occasione della centesima edizione di questa grande FESTA DI MAGGIO, con la mia MAGLIA ROSA - KATHMANDU ed il piccolo pensiero del "dragone tibetano" anche da parte di mio nonno Luigi...

Marco Banchelli
("fb")

giovedì 20 aprile 2017

20 aprile 1992-2017: XXV° anniversario del "mio" Everest

... dalla cima del KALA PATTAR, la bicicletta appoggiata tra le pietre e i sassi di quella "piccola vetta" per un breve riposino, a rendere omaggio all'assoluta bellezza dell'EVEREST che avevo di fronte. Uno di quei momenti che continuerà ad emozionarmi per sempre.

Marco Banchelli

(seguirà...)