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giovedì 20 maggio 2021

Alfredo Martini e Franco Ballerini, "un piazzale e una piazza" a portata di "borraccia"


Dall'intitolazione di lunedì 17 maggio 2021

Non credo di aver mai partecipato ad un'intitolazione di una strada o piazza. Ma quella della tarda mattina di oggi le avrebbe certamente superate tutte! Anche perché è stata "doppia"... Così, ecco che nella zona di San Bartolo a Cintoia a FIRENZE, c'è adesso un "Piazzale" Alfredo MARTINI e una "Piazza" Franco BALLERINI, l'una di fronte all'altra, nel cuore del secondo "polo sportivo" del capoluogo fiorentino. Anche se di certo "primo" per la bicicletta, con un "circuito ciclistico" da allenamento-sicuro, già esistente (di circa m.500 di lunghezza) e con un prossimo sviluppo che lo dovrebbe portare ad oltre km. 2, abbracciando così tutti gli altri impianti sportivi. Fantastico! E proprio lì, affacciato su... Piazzale Martini! Un autentico sogno del caro Alfredo soprattutto pensando ai bambini: sempre più "respinti" dal poter liberamente pedalare sulle normali strade con un minimo di sicurezza...
Non una parola di troppo, non una parola di meno, tra le autorità presenti. Dall'Assessore allo Sport Cosimo Guccione, che ha introdotto, fino agli amici Eugenio Giani, Presidente della Toscana, e Alessandro Martini, Assessore alla Toponomastica e rappresentante del Sindaco Dario Nardella. Per Sesto Fiorentino presente l'Assessore Gabriella Bruschi, Marco Mordini, Luca e magari altri di cui non ricordo (e con cui mi scuso!). C'erano soprattutto le famiglie: Silvia e Milvia con figli e nipoti e poi Sabrina, moglie di Franco... Bello a nome di tutti anche il ringraziamento di Matteo. E bello è stato anche rivedere e salutare di nuovo il caro Piero Vannucci, con il quale ogni volta è sempre un piacere incontrarsi e parlare.
A parte qualche piccolo e normalissimo contrattempo per i famosi "veli da togliere", tutto è filato liscio e troppo breve.
Uscendo dal parcheggio, tra queste nuove "piazza e piazzale", un ultimo pensiero di quanto siano veramente azzeccate, lì, in quel punto e in quelle posizioni. ALFREDO e FRANCO sempre vicini, appena divisi dalla distanza di una borraccia, che, come ben ha sintetizzato lo stesso assessore Alessandro (Martini), continueranno idealmente a scambiarsi tra loro. E con noi.

ps - nella foto, tutti in "mascherina" tranne me (!), anche se parzialmente giustificato dalla seconda dose di vaccino già fatta (...), da sinistra a destra ci sono: Silvia Martini, Marco Mordini, Gabriella Bruschi, il "non perfettamente regolare" (io), Milvia Martini, Sabrina Ballerini, Piero Vannucci, ? , Alessandro Martini, Cosimo Guccione e due bambini in maglia ITALA (se ben ricordo, la prima indossata da Franco Ballerini...).


 

mercoledì 3 marzo 2021

Con gli occhi lucidi per il "Re": con Davide Cassani nel giorno di Alfredo Martini (di Marco Banchelli)

L’ “aurea di Alfredo” di Mario Cipollini, “Alfredo, un patrimonio” di Paolo Bettini, l’affettuoso piccolo “moto d’invidia oratoria” del Presidente della Toscana Eugenio Giani, insieme a tante altre testimonianze e vari episodi di ciclismo e vita trascorsi con Alfredo Martini raccontati da tutti i suoi campioni. Tutti presenti lo scorso 18 febbraio in una manifestazione doppia tra Sesto Fiorentino e Calenzano, per ricordare quello che sarebbe stato il giorno in cui il mitico ed inavvicinabile Alfredo avrebbe compiuto 100 anni. Praticamente il solo Francesco Moser è risultato alla fine assente giustificato. Di tutti i modi in cui avrebbe potuto terminare questo autentico ritrovo di “squadra”, anche perché comunque la storia di Alfredo, di grandi campioni e di ciclismo continua, migliore di certo non poteva esserci dello scambio di emozioni autentiche con l’attuale CT della Nazionale, colui che dopo Franco Ballerini e Paolo Bettini, costituisce l’eredità più autentica del lavoro di Martini con la proiezione dalla sua esperienza al presente verso il futuro: Davide Cassani.
Con Davide già dai primi anni 2000, avevamo parlato e “quasi” portato alla realizzazione, di una mitica traversata ciclistica del Nepal:”…magari avrebbe fatto bene anche a Marco Pantani, venire con noi…”, mi aveva confidato una sera. 
Allora, caro Davide, dopo tutti i ricordi e quanto è stato detto, ti sembra difficile aggiungere ancora qualcosa? “Difficile…?!? Ma proprio per niente – mi ha risposto dopo neppure un paio di secondi d’attesa – Parlare di Alfredo non è mai troppo, ma soprattutto è una delle cose più semplici che uno che ha avuto la fortuna di conoscerlo possa fare!”. 
E magari sorpreso dall’espressione meravigliata del mio volto ha immediatamente proseguito e precisato: “E’ sufficiente chiudere gli occhi, rivederlo, aprire il cuore…”. Già. 
In fondo la vita e la storia di Alfredo Martini ha anche il sapore di qualcosa di antico e eterno, un po’ come una fiaba che sempre ti lascia un insegnamento, un messaggio. E Alfredo così continua ad essere ogni giorno al tuo fianco con la freschezza della sua saggezza e dei suoi insegnamenti vissuti. “E’ proprio come in tante fiabe, caro Marco… - conclude Cassani – ricordi come si chiamava la sua mamma? Regina! E le regine danno la vita ai Re… E per tutti noi oggi che in fondo siamo tutti suoi figli e ‘sudditi’, Alfredo è stato e sarà per sempre il Re migliore del ciclismo e dello sport come di ogni volta che per un qualunque motivo avevamo bisogno di lui. Il Re più amato del regno…”.
Salutandoci, non ho potuto fare a meno di notare che, pure Davide, come me, appena sopra la mascherina, aveva gli occhi lucidi.








domenica 15 dicembre 2019

"Per le antiche strade del futuro”: in Nepal con le "eccellenze" della Toscana (e non solo...)

Lo scambio di "kata" tra il Presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani
e il ciclo-ambasciatore Marco Banchelli



Comunicato Stampa


Nel nuovo ritorno in Nepal del ciclo-ambasciatore Marco Banchelli, tra le molte “tappe” che svilupperà nel percorso, anche tante presenze della Toscana, con alcuni prodotti di assoluta eccellenza della cultura come della natura e dell’uomo. Prodotti come l’olio extravergine di oliva IGP e la “farina di marroni” di Marradi, ma anche video documentari sulla regione con aspetti geografici e artistici, esperienze di cooperazione e solidarietà. Ci saranno anche due nuovi gemellaggi scolastici che coinvolgeranno scuole di Firenze e Sesto Fiorentino. Ma anche da Lucca sono giunte interessantissime proposte dell’ultima ora. Molto particolare anche l’inizio di scambio ospedaliero tra il reparto di urologia di Careggi guidato da Marco Carini, con una grande struttura Ospedaliera di Pokhara. Nell’intenso programma che Banchelli svilupperà durante la sua lunga permanenza sono previste tante serate in varie città ai piedi dell’Himalaya dove nuovamente tornerà ad indossare anche i panni del “ciclo-chef”.

Alcune tappe saranno seguite attraverso collegamenti, oltre che dal TGR della Toscana, anche da RAI Radio 1, con cui pare si stiano realizzare dei momenti di assoluta novità.

Dovrebbe infine riservare grande curiosità ed emozione la “tappa” con il Viola Club Kathmandu – Sport in Peace che quest’anno vedrà come particolarissimo ospite un grande amico del ciclo-ambasciatore, Gabriel Batistuta, con la prima proiezione extra-europea di un estratto del film sulla sua vita.

Tutto sarà “unito” naturalmente dalla bicicletta e dalla “filosofia” del “ciclista per caso” che vorrebbe contribuire alla costruzione di un mondo e di una vivibilità in città e ambiente migliore. Ed anche i “fratelli maggiori” Turisti e Velisti continueranno ad accompagnare questo percorso.

La “partenza” è stata idealmente data dal Presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, presso la Sala Barile della Regione. Dopo lo scambio di “kata” (sciarpa tipica dell’Himalaya) lo stesso Presidente Giani ha confermato il grande valore anche di questa nuova missione dell’Ambasciatore della Toscana Banchelli da cui potrebbe egli stesso riprenderne il “messaggio”.

Tra le presenze della partenza: Maurizio Certini (Fondazione Giorgio La Pira), Piero Bosi (Fondazione Don Milani), Paolo Pinzuti (Bikeitalia), Antonio Pieri (IdeaToscana), Patrizio Roversi (con un video-saluto), Francesco Tei (sede RAI Toscana) e Marco Mazzinghi (“SensMedia” - produttore di “El numero nueve” ) che ha consegnato a Banchelli le maglie ufficiali del film (viola e giallorossa) per gli amici del Nepal.

In qualche modo presente anche Dario Stasi, grande surfista e viaggiatore, che vedendo Marco pedalare a Rosignano, in una giornata di pioggia dello scorso agosto, gli chiese qualche giorno dopo: “Ti ho visto… e mi è venuto da pensare che eri si sul mare, ma chissà dove stavi pedalando…” Proprio per questa partenza Marco Banchelli ha trovato la risposta. Una risposta che lo accompagna fin dalla sua prima traversata Tibet-India di trent’anni fa: “Carissimo Dario… stavo pedalando lì… sempre lì… per le antiche strade del futuro”.


(Ufficio Stampa)


sabato 9 febbraio 2019

Monti, Banchelli e Conti: dalla straordinaria e irripetibile storia di Radio e TV "libere"




Non è stato certo un incontro normale, quello avvenuto sul Lungarno Vespucci nei giorni scorsi con Carlo Conti e Gianfranco Monti. Due amici con cui il “Caso” ha voluto iniziassimo a muovere i primi passi in quello che verso la fine degli anni settanta fu il fenomeno di nascita e sviluppo delle emittenti radio-televisive “private e libere”! Con Gianfranco abbiamo perfino condiviso le frequenze in “fm”dei 102.200 di Radio Sperimentale 6 di Sesto Fiorentino, quando proprio Carlo (con la sua Radio Diffusione Firenze) era uno dei nostri più temibili rivali di sintonia e ascolti! 
Ma dalle rive dell’Arno e da quel lontano passato il nostro “viaggio” ha percorso un incredibile itinerario che, in più di quarant’anni di vita, ci ha come portati a rivedere e incontrare tanti altri episodi e volti. Dal mitico "gruppo-Capecchi" (con altri grandi amici di cui prima o poi dovrò tornare a parlare) a Videomusic e la RAI, passando da Jerry Scotti, Maurizio Costanzo, Checco Zalone e naturalmente dal mio “fratello maggiore” Patrizio (Roversi). Ed ancora la Fiorentina, Antognoni, Batistuta, le epiche sfide a pallanuoto della Costoli e di Bellariva… 
Anche se sicuramente i momenti più emozionanti sono stati ricordando Alberto Lorenzini (insostituibile compagno di lavoro di Monti) e Francesco Nuti. E poi l’”unico” Fabrizio Frizzi… Dove tra l’altro è venuto fuori che anche Gianfranco e Carlo ricordavano bene il mio incontro con lui, la sera in cui mi avevano chiamato tra le identità da individuare (e dove un’altra carissima amica mi “palpeggiò” in diretta!?!), e loro erano di fronte allo schermo a seguire quella puntata!!! Ma veramente incredibile… Come anche che a Radio RAI, Gianfranco lavori adesso con un'altra persona a cui mi sento in qualche modo legato, la cara e dolce Elisabetta Grande!
Non sono mancati neppure momenti di vita privata: comuni amicizie, compagni di scuola, l’amore per il mare e gli scogli degli Etruschi, fino alla fantastica avventura (entusiasticamente divisa con Carlo!) dell’essere “padri” e delle “Eredità” più importanti della vita… Per finire con Monte Morello, le incredibili coincidenze (?) legate alle rosse persiane (e non solo) dello scrittore Giorgio Saviane, l’accesso ai “tesori” dal fantastico balcone di Cercina…
A ripensarci bene è stato un po’ come realizzare “in diretta” una specie di “talk show” tra amici: con lo splendido scenario della città, tra lo stupore dei passanti (a cui debbo anche questa foto-ricordo) e illuminati dalla luce più fantastica della natura (come lo stesso Carlo ha notato e assai apprezzato!). Sarebbe bello anche riprenderlo, un giorno, questo incontro: magari in uno dei miei Campi Base e magari in una puntata speciale di CICLISTIperCASO. 
In ogni caso, comunque vada, sull’ideale ponte che sento di aver costruito tra Italia e Nepal, tra Firenze e Kathmandu, Gianfranco e Carlo sono da oggi due gran belle, nuove e assolutamente imprevedibili presenze.


martedì 9 ottobre 2018

Da Sesto Fiorentino a Assisi: in "marcia" per la Pace

Comunicato Stampa

L'anteprima della Marcia Perugia - Assisi 2018 a Sesto Fiorentino avrebbe dovuto essere “Giro, Giro Sesto… Mondo - In bicicletta per la Pace". Le condizioni atmosferiche dello scorso sabato, hanno costretto gli organizzatori ad annullare la pedalata ma non certo a scoraggiare il ciclo-ambasciatore Marco Banchelli, guida "storica" della biciclettata fino dagli anni novanta. Alla partenza di Piazza 4 Novembre si è così ugualmente formato un piccolo gruppetto di "eroici ciclisti cittadini" tra cui Paolo Covelli (e Chiara) della FIAB-Sesto Città Ciclabile, Ahovey e Sessou del Benin (studenti di Pescetti e Cavalcanti)
che si sono presentati con i loro skateboard! Rappresentata anche la Svezia, con il piccolo Nils della Vittorino da Feltre e la sua intera famiglia (amica del grande ex-calciatore Kurt Hamrin!).



E poi Fabio Palanghi, autentico “veterano” delle biciclettate. Quasi tutti naturalmente con il messaggio per la Marcia di Assisi del giorno seguente. Come la “letterina” sulla Felicità di Giulia della De Amicis e di Viviana della IV della Bortolotti. Anche presso l’Oratorio di San Martino, dove si erano spostate le altre attività, e che “l’eroico” gruppetto di ciclisti ha raggiunto in una pausa della pioggia, c’è stata una consegna assai significativa da parte di Greta e Sofia per la loro famiglia e per il messaggio di un'intera Classe della De Amicis, che prossimamente sarà premiata. Da segnalare anche la Misericordia di Sesto Fiorentino presente alla partenza e che ha poi scortato i partecipanti fino all’interno dello stesso Oratorio.

“Ma quello che ho avuto la possibilità di vivere domenica tra Perugia e Assisi alla mia prima partecipazione alla marcia – dichiara il ciclo-ambasciatore Banchelli – mai lo avrei immaginato! Bisognava esserci…”. Marco si è infatti aggregato al pullman organizzato da

Sesto Mondo in occasione dell'edizione XXVII della marcia e, adeguatamente protetti dalla pioggia, ha portato con sé e la sua bicicletta, gli stessi messaggi ricevuti che idealmente hanno rappresentato tutte le scuole primarie e secondarie di Sesto Fiorentino. Insieme al fiume umano, inatteso nelle proporzioni anche per le condizioni meteo, ha raggiunto Assisi in un crescendo di bandiere e di speranze. Con il piccolo sigillo di due altre intense “presenze”. Nella città che vide Gino Bartali “staffetta” ciclistica che tanti ebrei salvò nella IIa Guerra Mondiale e nell’affettuoso ricordo di Alfredo Martini, con Marco, ciclisti e marciatori, anche l’immenso Fausto Coppi, grazie al ricordo del suo amico ciclista Marcello Mariotti. Ed infine la piccola Chiara, ancora dispiaciuta per la mancata

pedalata del giorno prima, che proprio mentre Marco Banchelli entrava in Piazza San Francesco ha fatto inviare da babbo Andrea “via social” anche il suo messaggio: “Tutto molto intenso, emozionante… - precisa concludendo Marco Banchelli – E c'è tanto, proprio in queste parole di Chiara, che proietto con forza adesso verso un futuro di speranza e impegno: PERDONO, AMORE, CARITA’ ED E
QUILIBRIO… IN UNA PAROLA: PACE!”


 



venerdì 3 agosto 2018

"Sapore di Nepal" (e di Toscana!): il presidente Giani incontra l'ambasciatore Banchelli e Santosh Karki del KGH Group

L'articolo della carissima Alessandra Bruscagli (per "Bisenzio Sette") dove viene introdotto il nuovo progetto di "scambio" turistico tra Nepal e Toscana (e Italia). 

Oltre al Presidente del Consiglio della Regione Toscana EUGENIO GIANI, Marco Banchelli e Santosh Karki hanno incontrato anche il sindaco di Sesto Fiorentino LORENZO FALCHI e il "simbolo" e uomo immagine della Fiorentina Calcio GIANCARLO ANTOGNONI.

("cliccare" sull'articolo per ingrandire e leggere)







giovedì 5 luglio 2018

Il Nepal e i "sindaci" di Sesto Fiorentino

Santosh Karki, il sindaco Lorenzo Falchi e Marco Banchelli
Portare nel mondo che ho pedalato con la mia bicicletta i valori di pace, rispetto e dialogo da Ambasciatore di Firenze, mi è sempre sembrato già di per sé un simbolo di unione che aumentava lo stesso "valore dei valori". In fondo Firenze è un po' il simbolo della Toscana e tra le più conosciute rappresentanti dell'Italia nel mondo. Ma di certo mai ho scordato la terra e la città dove sono nato: Sesto Fiorentino. E magari proprio ad iniziare dallo stesso Monte Morello, simbolo di Sesto e di un abbraccio ideale che la sua silhouette pare estendere da Firenze fino alle altre città e località della piana e oltre...
Riflettevo su questo anche questa mattina, quando, con l'amico Santosh Karki, stavamo raggiungendo il Palazzo del Comune per essere ricevuti dal Sindaco, Lorenzo Falchi.
Negli ultimi trent'anni ho perso il conto degli amici delle terre dell'Himalaya con cui ho avuto il piacere di condividere gli scambi di saluti e amicizia con i vari sindaci che si sono alternati negli ultimi trent'anni.
I primi rapporti "diretti" sono stati quando primo cittadino era Carlo Melani. Anche se onestamente proprio non ricordo adesso chi possa aver ricevuto nella seconda metà degli anni ottanta. Ricordo assai bene invece la sua presenza e la sua partecipazione a quello che fu il mio primo documentario di diapositive ("Per le antiche strade del futuro") del 1989. Raccontava, soprattutto con immagini e musiche, proprio della mia prima traversata in bicicletta del Nepal, sulla direttrice Tibet/India: dal Ponte dell'Amicizia al confine indiano di Sanauli.
Andrea Barducci e Gianni Gianassi ne hanno invece ricevuti tanti: dai "religiosi" Fr. Pius e George della Missione Cattolica, al ciclista Laksman. Ed ancora Nirmal e Madhav: un motociclista in "viaggio premio". Di Mani e Prashant non ne sono neppure sicuro mentre invece di sicuro tra le visite si è inserito un altro ciclista, austriaco, Walter con cui tanti anni fa ebbi il piacere di condividere un po' di chilometri di piste e sentieri dell'Himalaya...
Sara Biagiotti, infine, che ha saputo coinvolgermi ed offrire un'opportunità più unica che rara di "ricevere" un po' tutto il Nepal in occasione del terremoto che lo colpì il 25 aprile 2015. Grazie all'allestimento del Campo Base Solidarietà all'interno della Festa di Primavera. Di Sara ricordo anche un bel collegamento telefonico con Uttam proprio alla vigilia della mia successiva partenza.
Ed a proposito di "collegamenti", come non tornare ad Andrea Barducci e al 31 dicembre 1999, quando "battezzammo" l'anno 2000 con uno straordinario collegamento satellitare proprio tra il Ponte dell'Amicizia e il confine Nepal/Tibet-Cina della mia prima traversata ciclistica e la festa di fine anno/millennio in Piazza del Comune...
Mai come oggi però avevo avuto l'impressione che il mio ruolo di "doppio ambasciatore" potesse intraprendere concretamente altre strade e progetti. Sarebbe veramente straordinario che, per tanti altri amici del Nepal, l'Italia con la Toscana, Firenze e Sesto Fiorentino in particolare, potessero trovare spazio nei loro ricordi e nel loro cuore. Un po' come per gli italiani (e non solo) che ho avuto il grande piacere di guidare tra Kathmandu, Pokhara e tante altre bellezze dell'uomo e della natura, che erano arrivati nel "mio" Nepal e ne erano ripartiti sentendolo anche un po' "loro".
Bello è stato oggi incrociare nei corridoi anche Sandro Volpe, presidente del Comitato Toscano Solidarietà con il Popolo Saharawi. Chissà come sarebbe stato felice di incontrare qualche mio amico di quelle terre lo stesso Elio Marini, protagonista del primo gemellaggio in Italia con la Repubblica esule nel deserto di Tindouf. Ma, quando Sindaco di Sesto Fiorentino era lui, non avevo ancora iniziato la mia grande avventura e la mia "missione" di ciclo-ambasciatore...
NAMASTE'!


lunedì 18 giugno 2018

"ORME di PACE": fotocronaca del passaggio-presentazione dalla Regione Toscana (Eugenio Giani e Marco Banchelli)

Rivediamo qualche scatto di Robert Nerucci da quella fantastica giornata alla vigilia partenza per il viaggio/missione n°35 in NEPAL di Marco Banchelli...

















lunedì 13 novembre 2017

Marco Banchelli e l'abbraccio a Giorgio Bettinelli nel cortile del Kathmandu Guest House

Da un "post" del 18 settembre

KATHMANDU: QUEL MAGICO (E TROPPO BREVE) INCONTRO TRA UNA VESPA ED UNA BICICLETTA...

Nel cortile d'ingresso del mitico KathmanduGuestHouse: "una delle persone che dovevo assolutamente incontrare" come i carissimi
Uttam, Shoan e tanti altri, capitava mi dicessero in quegli anni! Come capitò anche con lo stesso RICKY MARTIN, tanto per ricordarne uno, nei giorni di Natale del 1999... E come capitò nell'estate seguente, nell'Agosto 2000, quando mi presentarono un italiano che era ...appena arrivato in... vespa! Si trattava del grande GIORGIO BETTINELLI: io ancora non sapevo di lui, né della sua storia né della sua esperienza di viaggiatore sulle due ruote, ma ricordo che fu veramente un incontro tanto cordiale quanto troppo breve (purtroppo)...
Lo ricordo oggi perché proprio in questi giorni del 2008, a soli 53 anni, Giorgio concluse il suo viaggio terreno a causa di un'infezione. Era sulle rive del fiume Mekong, dove si era stabilito con la moglie Yapei, ed io appresi quella triste notizia da uno dei soliti articoli straordinari di Giovanni BOGANI per LA NAZIONE. Un pezzo che proprio qualche giorno fa mi è tornato tra le mani e che mi ha ricordato quella luminosa giornata di sole nel cuore del monsone di quell'anno "millenario"...

ps - attraverso i link di questo post o magari su un motore di ricerca, vi invito anche ad andare a conoscere meglio chi è stato Giorgio Bettinelli: da Gigi Proietti e il teatro, ai suoi libri e le sue quattro Vespe esposte nel museo Piaggio di Pontedera. A me sembra proprio una gran bella storia...

venerdì 3 novembre 2017

Dalla macchina fotografica alla TV (le prime esperienze televisive...)

Da un post del 15 settembre

Per un'immagine veramente al limite dello "storico", dalla tribuna del Circolo Tennis FIRENZE. L'anno dovrebbe essere il 1974, insieme a due altre persone che hanno lasciato una bella impronta nella mia vita: UGO SIGNORINI e FRANCO LIGAS. E se Franco stava già diventando un volto e una voce (!!!) nel mondo televisivo della Toscana (Canale 48 - Canale dei bambini) che poi lo avrebbe portato anche al "nazionale" (con Capodistria e Mediaset), Ugo spesso partecipava come quello che adesso si definirebbe "opinionista". 
Lui, grande esperto di sport e di arte, dal cinema di Luchino Visconti alle vetrate sacre e profane che ha realizzato e che sono sparse in mezzo mondo... Io mi trovavo spessissimo al fianco di Franco Ligas come "giovane" collaboratore (e Amico!). E se quella di Dakshinkali con la macchina fotografica era una rara immagine che mi ritraeva da "fotografo" questa è quasi un'immagine unica che ricorda una delle mie prime partecipazioni/collaborazioni nel mondo di TV (e radio!) che negli anni avrebbe poi avuto anche nel mio percorso di vita e di "ciclista" un ruolo non certo irrilevante...
Marco Banchelli

giovedì 27 luglio 2017

Castiglioncello (in attesa di Rosignano...) "sulla strada" per l'Everest! (una nuova "produzione" di CICLISTIperCASO!)

NUOVE SERATE DI VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA FOTO-PROIETATTA DI MARCO BANCHELLI: SI COMINCIA CON LA PINETA DI CASTIGLIONCELLO

Non poteva certo mancare questo passaggio dal mare e gli scogli di casa la “mostra-proiettata” del Ciclista Ambasciatore di Pace della Toscana, Marco Banchelli. Autentica “tappa” obbligata in occasione del XXV° anniversario della sua pedalata verso il tetto del mondo. “Da Monte Morello all’Everest” passando da Castiglioncello e Rosignano, località che da quasi sessant’anni hanno segnato l’avventura e la vita del ciclista fiorentino.

Un particolarissimo allestimento della grande avventura di Marco Banchelli: un viaggio iniziato nel 1985 e che ancora continua, dalle terre e il suo piccolo monte della Toscana fino all’Oriente del Nepal e le infinite montagne del’Himalaya.

Oltre agli scatti verso il “tetto del mondo”, tantissimi sono anche gli altri momenti colti dalle immagini: dalle atmosfere di riti e religioni diverse , alla guerra civile tra governativi e maoisti, dallo splendore di templi e natura fino al terremoto del 2015. Ma soprattutto tanti personaggi e tanti volti di un paese dove l’incontro con l’altro è ancora molto importante. E non mancano neppure scatti di “gruppi”: di bambini in scuole e sentieri come di viaggi in cui Banchelli ne era la guida. L’impressione più straordinaria per il visitatore sarebbe proprio quella di sentirsi a sua volta parte di qualche avventura, magari in qualche gruppo, e di avere scorto tra i tanti altri anche il proprio volto.

Interessanti anche i momenti di qualche domanda e curiosità, dove lo stesso Banchelli racconterà anche un po’ della sua storia sul mare di casa: dalla Pineta di Castiglioncello agli scogli di Rosignano, da alcuni dei grandi dello spettacolo (Alberto Sordi, Domenico Modugno e tanti altri) fino agli amici Turisti/Velisti, Patrizio Roversi e Syusy Blady che, con i suoi Ciclisti “per Caso”, proprio al Porto Cala dei Medici di Caletta hanno avuto l’unico grande momento comune della loro straordinaria esperienza.

“In questa mia mostra ci saranno pure alcune particolari presenze – anticipa Banchelli – tra cui ricordo sempre con grande emozione, Franco Battiato, Alfredo Martini ed il Cardinale Silvano Piovanelli. Anche se per queste prossime sul mio mare non posso che rivolgere il ringraziamento più grande a Dario, Andrea e Rafaele che del Nepal sono già grandi amici! E chissà: magari potrebbero esserci anche altri allestimenti…”

venerdì 5 maggio 2017

Giro d'Italia 1993, il primo incontro con Gino Bartali

"CICLISTI per CASO" al... GIRO d'ITALIA!
(in occasione del GIRO n°100)

Il mio primo incontro con
GINO BARTALI avvenne proprio nella mia prima partecipazione al programma-contenitore L'ITALIA DEL GIRO, su "Italia 1", nell'anno del passaggio dalla RAI a Finivest-Mediaset. Era il maggio del 1993 ed anche se quella fu proprio la prima puntata (da Grosseto), la tappa era in realtà la seconda in quanto quel giro era partito il giorno precedente dall'Isola d'Elba. Ho rivisto poi tan...te volte il grande GINO, tanto da sentirmi anche un po' suo amico (con immensa soddisfazione di mio padre!) come anche l'inimitabile conduttore Cesare Cadeo e, al nostro fianco in questo breve video, un altro inimitabile: lo storico direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò...
Mi sembra bello 
proporre quest'immagine proprio in occasione della centesima edizione di questa grande FESTA DI MAGGIO, con la mia MAGLIA ROSA - KATHMANDU ed il piccolo pensiero del "dragone tibetano" anche da parte di mio nonno Luigi...

Marco Banchelli
("fb")

giovedì 20 aprile 2017

20 aprile 1992-2017: XXV° anniversario del "mio" Everest

... dalla cima del KALA PATTAR, la bicicletta appoggiata tra le pietre e i sassi di quella "piccola vetta" per un breve riposino, a rendere omaggio all'assoluta bellezza dell'EVEREST che avevo di fronte. Uno di quei momenti che continuerà ad emozionarmi per sempre.

Marco Banchelli

(seguirà...)

Tutti si nasce "Turisti per Caso"

Aspettando... l'EVEREST:

4 marzo 2017

..." veniva dal mare
parlava un’altra lingua,
però sapeva amare"...

Ecco ancora un'introduzione, un titolo ed un'immagine su cui veramente mi si aggrovigliano significati e riflessioni, sentimenti e parole. Assolutamente non sintetizzabili (e soprattutto da me!) ma essenziali...
Prima di tutto un grande pensiero a LUCIO DALLA e una dedica alla sua/nostra BOLOGNA nel giorno che ricorda la sua nascita (e la stessa immagine ha a che fare con Bologna, e quella maglia "56" che Claudia mostra...).
Come Bologna ha certo a che fare con "TURISTIperCASO"! I nostri cari "fratelli maggiori" (evoluti poi anche in VELISTI) da cui direttamente iniziò la nostra storia ed esperienza da CICLISTI! Che ci portò poi a vivere l'intenso progetto di DENTISTI... E sempre "perCASO"! Quel "Caso"...
Bene, per il momento non aggiungo altro. Vi prometto (!?!) che proverò anche questa particolare "avventura nella scrittura" nei prossimi giorni. Intanto, come dire: sono partito oggi con questa specie di "scaletta", anche se incompleta... Del resto questo scatto di domenica scorsa della carissima Floriana alla festa BLUE GIRLS, avrebbe avuto un valore immenso anche senza alcuna parola. Un attimo per cui (e finalmente), in qualunque modo prosegua il "cammino", ha più senso anche la mia stessa MISSIONE di MESSAGGERO di PACE nel MONDO...

(in attesa di sviluppi...)


giovedì 2 febbraio 2017

"Incursione" a Florence International Radio

Lo scorso sabato (28 gennaio) ho avuto il grande piacere di essere ospitato da "Florence International Radio" nel programma "Le incursioni barbariche" del quartetto Alex, Pierpaolo, Riccardo e Daniele. 
Da tanto tempo non provavo questo tipo di piacere... ma veramente! E nonostante l'imprecisato numero di sigarette che un paio di elementi del quartetto si sono fumati facendole sorbire anche ai "passivi"! 

La sensazione è stata proprio quella di trovarsi in uno spazio "libero". 


Libero di parlare di tutto, libero da pubblicità e tempi, libero di parlare, ascoltare, intervenire, ridere e divagare in un caos assai più ordinato di tante (troppe)  trasmissioni radio e televisive (!) che la fanno sempre più da padrone anche su emittenti di livello nazionale.

E poi la straordinaria altra "incursione" di Stefano Vighi ed il suo oroscopo! Un'altra sorpresa che saresti stato a gustarti per la settimana, il mese e tutti gli anni a venire... Oltre ad essere fatto in maniera completa ed assai ben fatta, l'oroscopo è qualcosa che mi invita a riflettere su qualcosa che pare stia scomparendo e che, come tante altre, non ha assolutamente equivalenti argomenti che ne prendano il posto. Prima con l'oroscopo, i segni zodiacali e gli ascendenti vari c'era motivo di parlare del più e del meno con un senso e con una poesia particolarissima che accompagnava giornate, incontri, amori. Adesso su radio e TV lo spazio "oroscopo" ha lasciato il posto alle assai più inutili (per la massa di noi!) previsioni del tempo... E la cosa mi sembra ben più triste e vana!
Anche perché il tempo e la natura (e per fortuna!) la fanno e la faranno sempre da Padroni. Loro sì! Ma volete mettere un "prima" caratterizzato dalla domanda "ma tu, di che segno sei?" (e tutto quello a cui potevano portare gli sviluppi!), con l'adesso, dove la gente si chiede "visto che tempo?" oppure "che caldo", "che pioggia" e tutto il resto, e magari salutarsi affermando che "non ci sono più stagioni"...!!! Che tristezza...
Meglio, molto meglio ascoltare voci come quelle di Florence International Radio, senza dubbio! Sempre più rare e temo, pur sperando e vivendo per il contrario, siano anche in estinzione...
Grazie, caro Riccardo! Per l'invito e per i motivi che ci hanno portato ad incontrarci di nuovo, dopo Ciclisti per Caso e Alessandra Maggio, i' Susini e la sua Tuttoradio, il caro Vince dall'Australia... E ciao alla prossima!




mercoledì 28 dicembre 2016

Mohamed Abdelaziz, una proposta di Premio Nobel per la Pace alla "memoria"

Mohamed Abdelaziz
Comunicato stampa

Questi giorni di Festività Natalizie sembrano ideali per rilanciare la proposta fatta in conclusione del servizio video per l'inaugurazione del Centro di Documentazione Saharawi di Sesto Fiorentino avvenuta lo scorso 10 dicembre, 68° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Un centro dedicato alla figura e ricordo del suo Presidente Mohamed Abdelaziz in quella che nel 1984, grazie all'allora sindaco Elio Marini, fu la prima città gemellata d'Italia.


Il Sindaco Marini e il Presidente Abdelaziz
In un momento storico così particolare di incertezze e paure, la figura e la politica di Mohamed Abdelaziz, Presidente della R.A.S.D. (Repubblica Araba Saharawi Democratica) sono assolutamente da segnalare all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale come grande esempio di rifiuto di ogni forma di terrorismo e di non coinvolgimento in fondamentalismi religiosi. 
Abdelaziz, negli otto mandati consecutivi che ha ricevuto e che lo hanno tenuto alla presidenza per quarant'anni, ha abbracciato scelte di non-violenza ed in favore di un utilizzo della diplomazia e del dialogo per la risoluzione della sempre più annosa vicenda con il Marocco. Oltre alla particolare attenzione che ha avuto nel portare solidarietà ai popoli ed ai governi oggetto di attentati terroristici compreso il popolo ed il governo marocchino dopo l'attentato di Casablanca del 2003. E questo, confrontandosi anche con minoranze interne che in tutti questi anni avrebbero anche voluto riprendere la lotta armata, fino al giorno della sua morte, avvenuta lo scorso 31 maggio.

Per questo, rivolgo oggi al Senatore Stefano Vaccari (presidente dell'Intergruppo parlamentare di amicizia col popolo Saharawi) ed ai suoi colleghi senatori e deputati, ai mezzi d'informazione ed ogni interessato, questa proposta-appello per presentare ufficialmente e sostenere la candidatura del presidente Mohamed Abdelaziz alla prossima assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla "memoria" .


Marco Banchelli
Ciclo-Ambasciatore di Pace
(CICLISTIperCASO)


Il "momento" della proposta:
Biblioteca di Doccia - Casa Saharawi
Omar Mih, Marco Banchelli, Muhamed Abdellhai
(foto RASD-TV)


Di seguito, il "video" dell'inaugurazione 
(di Sergio Campostrini)

... "E le campane di San Martino" è come annunciassero l'idea della guida Banchelli che, come Ambasciatore di Pace in bicicletta, propone in conclusione con la candidatura dello stesso presidente Abdelaziz al Premio Nobel per la Pace alla memoria.





mercoledì 21 dicembre 2016

Auguri... dalla Terza Punta del "mio" Monte Morello!

La scorsa domenica mi sono concesso una "pedalata a piedi" leggermente più impegnativa. Da tanto non puntavo la cima più alta della mia piccola montagna di casa: Monte Morello. 

Senza ombra di dubbio un immenso dono che mi sono fatto per questo Natale! E' stato un anno molto particolare per me il 2016. Mai così poco avevo "passeggiato in bicicletta", da che ho memoria. Anche se qualche pedalata me la sono comunque concessa! Una gentilissima apparizione, tra le tante di questi mesi, mi suggerì verso la fine dello scorso mese di giugno di camminare, invece di pedalare. E così ho fatto. Dai marciapiedi strade e piazze a "corto raggio", fino alle sabbie del mare e qualche sentiero. Giorni e chilometri ne sono passati veramente tanti, sotto le mie scarpe. Tantissimi in pianura, alcuni anche in salita, grazie ad alcune delle tante varianti che proprio la mia montagna offre a noi, suoi privilegiati "vicini". E domenica eccomi: in Terza Punta!

Della mia storia con Monte Morello conto proprio di iniziare a parlarvene quanto prima. Avrò avuto sei anni quando mio padre e mio nonno Luigi tentavano di trainarmi con la cintura dei loro pantaloni, ed io piangevo... Ed anche se poi arrivavo sulla cima, penso proprio di aver cominciato ad andare in bicicletta per l'enorme fatica che il camminare provocava a tutto me stesso! Io allora avrei preferito di gran lunga essere al mare. Magari con mia madre che nel mare aveva pure lei l'elemento preferito e amato.

Oggi riprendo dalla "diretta" di ieri per rimetterla un po' insieme. magari insieme a qualche pensiero e considerazione. Forse anche un augurio finale...


L'ABBRACCIO...
che tutte le volte che "lo" guardo mi sembra di ricevere...
Strada tra "La Bottega" (e Botteghina!!!) verso il Borgo















FONTE DI RISTORO
intorno a quota "500", la Fonte del Ciliegio
proprio all'inizio del "Rompistinchi"...















ERTA SALITA DEL QUOTIDIANO
...con un respirone "sorrisato":
una fatica del corpo che può allenare anche a quella della vita...
















LA VETTA DI POGGIO ALL'AIA (LA TERZA PUNTA!)
a "quota" 934, la croce e le bandierine buddiste: simboli di Misericordia e Pace
che ho unito a rappresentare come potrebbe anche essere vissuta la nostra Vita...


Mentre pare che proprio sia in arrivo l'inverno, ripensare ai COLORI (e ai momenti) di domenica a Monte Morello è ancora più straordinario! Raramente mi era capitato di sentirmi così bene e godermi il "tutto"... Molto meglio a sessant'anni che a SEI: quando mio padre (e mio nonno) mi trainavano con la cintura dei loro pantaloni per farmi arrivare su quella stessa punta! Io allora amavo troppo andare al MARE con mia madre (!) e la MONTAGNA era ancora assai lontana da me. Di anni e di chilometri ne dovevano passare veramente tanti per arrivare fino all'HIMALAYA...

E se questo "dono"ancora non l'avete avuto, colgo l'occasione per 
AUGURARE di CUORE ad ognuno di VOI di trovare il "suo" Monte Morello...

BUON NATALE!



sabato 3 dicembre 2016

Damiano Sforzi, Fiorella Bendoni e i Saharawi "oggi"




Un po' di "calcio", una cena e il Popolo Saharawi (2)

Tra pochi giorni sarà il "compleanno" del Viola Club Saharawi. Un particolarissimo gruppo che, come il fratello maggiore Viola Club Kathmandu in Nepal, è nato con un piccolo-enorme obiettivo: contribuire anche attraverso la passione sportiva alla costruzione di una Cultura di Pace. E non certo a caso "motto" dei due viola club è proprio SPORT in PEACE!
Legato in qualche modo al calcio, a questo grande Valore ed allo spirito di Vicinanza e Solidarietà, c'è stata un'altra particolarissima tappa, presso il Ristorante Vecciolino di Monte Morello.
Una straordinaria cena in compagnia di alcuni ex calciatori della Fiorentina (e non solo) e soprattutto di un foltissimo gruppo di partecipanti di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, di Firenze e Greve in Chianti. E chissà, magari di altre località ancora... Oltre al mio caro amico Sergio Campostrini (eccezionalmente in compagnia della sua Rosa!).
Sergio (come i più attenti ricorderanno) è l'operatore ufficiale di CICLISTIperCASO e con lui negli ultimi anni ho realizzato e vissuto veramente tante "avventure". Direi proprio che la sua presenza è stata quasi sempre fonte di ispirazione e fiducia. Che già di per sé non è cosa da poco... E su cui tornerò certo un prossimamente! Ma quello che abbiamo fatto a Vecciolino è stata un'assoluta novità! Mi ha praticamente affidato una camera con relativo "palo di sostegno" per essere di fatto una specie di operatore n°2, per primi piani, panorami e controcampi! Un'esperienza anche questa...
(LINK - articolo/video)

Anche se molto più a mio agio mi sono sentito nell'intervistare due invitati: il vice-sindaco e assessore allo sport di Sesto, Damiano Sforzi e Fiorella Bendoni, insostituibile grande amica del Popolo Saharawi. In pochi minuti abbiamo così riassunto i tanti anni di rapporti: dal Sindaco Elio Marini, protagonista del primo storico gemellaggio nel 1984, ai progetti di "sport" tipo "Pinocchio del deserto" e "Olympic Softball" (che conosco abbastanza da vicino...) fino ai documentari e la forza della donna Saharawi della "regista" Bendoni.
Presente anche il giornalista Fabrizio Borghini che per Toscana TV ha curato gli altri ospiti e sicuramente fornito un ulteriore ottimo servizio alla serata ed alla "causa". Che poi era l'obiettivo principale.
La mezzanotte è arrivata quasi senza accorgersene e, da un punto di vista generale e per andare proprio quasi a voler farsi del male, l'unica riflessione con un pizzico d'amaro è da farsi proprio sulla stessa cena... Nel senso: ma dagli antipasti vari, con crostini normali e di polenta, pinzimonio misto con l'olio nuovo di Reggello, una soave ribollita servita sempre come antipasto e poi pennette ai funghi, pappardelle al cinghiale, peposo, tagliata e rucola con patate e carciofi fritti e poi mandarini con cantuccini di prato e vin santo, fino (ovviamente) a caffè e grappa (e magari mi scordo anche di qualcosa!), quanto ci avrebbero mangiato nei campi profughi di Tindouf?!?

In ogni caso, credo proprio che nella bella atmosfera che si è respirato tra una portata e l'altra, tra un'intervista e qualche foto, si sia riusciti comunque a dare un'ulteriore piccola testimonianza e memoria della vicenda Saharawi, che in fondo era l'obiettivo della serata. Ed a perdere qualcosa è stato soprattutto chi non c'era...

Alla prossima!